Chimica Fisica 23 Settembre 2011 4 min

Termodinamica- Caloria e calore specifico

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Principio di conservazione dell energia

La caloria è l’unità abitualmente utilizzata per il calore specifico che è la quantità di calore per unità di massa richiesta per aumentare la temperatura di un grado Celsius.

La quantità di calore richiesta per variare la temperatura di un grammo di acqua di 1° C è detta caloria. La caloria non è una unità di misura del sistema internazionale e il fattore di conversione è il seguente 1 cal = 4.184 J.

La quantità di calore richiesta per variare la temperatura di un sistema di un grado è detta capacità termica del sistema.

Calore specifico

Se il sistema e costituito da un grammo di sostanza si usa il termine calore specifico essendo il calore specifico dato da:

cs= Q/m ∙ Δt

Dove Q è la quantità di calore espressa in Joule, m la massa di sostanza, e Δt è la variazione di temperatura.

Per la legge di conservazione dell’energia il calore ceduto da un sistema deve essere pari a quello acquistato da un altro quindi

qsistema +qintorno = 0

Queste semplici leggi ci consentono di prevedere numerosi valori, noti altri nelle interazioni di un sistema con il suo intorno.

Significato fisico 

Il calore specifico è una grandezza caratteristica di ogni sostanza e fornisce informazioni sulla sua struttura microscopica. Sostanze con elevato calore specifico, come l’acqua, sono in grado di assorbire grandi quantità di energia senza subire variazioni di temperatura significative. Questo comportamento è legato alla presenza di legami intermolecolari che immagazzinano energia sotto forma di energia potenziale.

Al contrario, sostanze con basso calore specifico si riscaldano e si raffreddano rapidamente, poiché una piccola quantità di calore è sufficiente a modificare sensibilmente la loro temperatura.

Applicazioni

Il calore specifico è una grandezza di fondamentale importanza in numerosi ambiti scientifici, tecnologici e ambientali, poiché consente di prevedere e controllare gli scambi di energia termica nei sistemi fisici.

Ingegneria termica

Una delle applicazioni più rilevanti riguarda l’ingegneria termica, dove  è utilizzato per il dimensionamento di impianti di riscaldamento e raffreddamento. Nei sistemi di climatizzazione, ad esempio, la scelta del fluido termovettore (come acqua o aria) dipende anche dalla sua capacità di assorbire e cedere calore. L’acqua, grazie al suo elevato calore specifico, è particolarmente efficace nel trasportare energia termica, rendendola ideale per radiatori, caldaie e circuiti di raffreddamento.

In ambito industriale, il calore specifico è essenziale nello studio degli scambiatori di calore, dispositivi progettati per trasferire energia termica tra fluidi diversi senza che essi si mescolino. La conoscenza precisa di questa grandezza permette di ottimizzare i processi produttivi, migliorando l’efficienza energetica e riducendo i consumi.

Clima

Un’altra applicazione di grande importanza si trova nelle scienze ambientali e nel clima terrestre. L’elevato calore specifico dell’acqua gioca un ruolo cruciale nella regolazione della temperatura del pianeta: oceani e mari assorbono grandi quantità di calore durante il giorno o nelle stagioni calde e lo rilasciano lentamente, contribuendo a mitigare le escursioni termiche. Questo fenomeno è alla base della stabilità climatica delle zone costiere, dove le variazioni di temperatura risultano meno accentuate rispetto alle aree continentali.

Studio dei materiali

Il calore specifico è inoltre determinante nello studio dei materiali. In ingegneria dei materiali, la scelta di sostanze con opportuni valori di calore specifico consente di progettare sistemi resistenti alle variazioni termiche o capaci di accumulare energia. Ad esempio, materiali con alto calore specifico sono impiegati nei sistemi di accumulo termico, utilizzati nelle tecnologie per le energie rinnovabili, come il solare termico.

In ambito biologico, il calore specifico dell’acqua riveste un ruolo essenziale per gli organismi viventi. Poiché il corpo umano è costituito in gran parte da acqua, questa proprietà contribuisce a mantenere relativamente costante la temperatura corporea, nonostante variazioni dell’ambiente esterno. Ciò è fondamentale per il corretto funzionamento dei processi biochimici.

Calorimetria

Infine, il concetto di calore specifico trova applicazione anche nella calorimetria sperimentale, dove viene utilizzato per determinare proprietà termiche delle sostanze e per studiare trasformazioni fisiche e chimiche. La possibilità di misurare con precisione gli scambi di calore permette di analizzare reazioni, cambiamenti di stato e comportamenti energetici dei sistemi.

Esercizi

1)       Calcolare la quantità di calore necessaria per elevare di 20° C   100 grammi di Pb sapendo che il calore specifico del Pb è 0.128 J/g ∙K

Q = 0.128 J/g ∙ K ∙ 100 g ∙ 20  = 256 J

2)     130 g di Cu alla temperatura di 120 ° C vengono immersi in 300 g di acqua alla temperatura di 20 ° C. Sapendo che il calore specifico del rame è 0.387 J/g∙K e quello dell’acqua è 4.184 J/g ∙K calcolare la temperatura finale del sistema supponendo che non vi siano scambi di calore con l’esterno.

Il calore perso dal Cu è pari a Q = 130 ∙ 0.387 (T – 120)

Il calore acquistato dall’acqua è pari a Q = 300 ∙ 4.184 (T – 20)

Poiché il calore perso è pari a quello acquistato 130 ∙ 0.387 (T – 120) + 300 ∙ 4.184 (T – 20) = 0

Risolvendo rispetto a T si ottiene il risultato finale

 

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