Fisica 3 Settembre 2026 14 min

Machine learning: cos’è e come funziona

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machine learning

Il machine learning (ML), o apprendimento automatico, è una branca dell’intelligenza artificiale (IA) che consente ai sistemi informatici di apprendere dai dati senza essere programmati esplicitamente per ogni singolo compito. A differenza dei programmi tradizionali, nei quali il comportamento del sistema viene definito attraverso un insieme di istruzioni prestabilite, gli algoritmi di machine learning analizzano grandi quantità di dati per individuare schemi, correlazioni e regolarità utili allo svolgimento di un determinato compito.

Durante il processo di apprendimento, il modello è addestrato attraverso dati di esempio e modifica i propri parametri per migliorare progressivamente le proprie prestazioni. Una volta addestrato, può utilizzare le conoscenze acquisite per classificare nuovi dati, formulare previsioni, riconoscere anomalie o supportare processi decisionali.

La capacità di individuare automaticamente schemi e relazioni nei dati rappresenta quindi uno degli aspetti fondamentali del machine learning. Il modello non necessita necessariamente di istruzioni specifiche per ogni possibile situazione, ma apprende una rappresentazione del problema a partire dagli esempi disponibili.

Il machine learning è oggi una delle tecnologie più importanti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e trova applicazione in numerosi settori. Dalla medicina alla finanza, dall’industria alla cybersicurezza, dai sistemi di raccomandazione alla robotica, queste tecniche permettono di automatizzare attività, analizzare grandi quantità di informazioni, ottimizzare processi e realizzare applicazioni sempre più adattabili e personalizzate.

Comprendere il machine learning significa quindi comprendere come i dati possano essere trasformati in modelli capaci di produrre previsioni e decisioni, ponendo al tempo stesso importanti questioni relative all’affidabilità, alla trasparenza e all’uso responsabile dell’intelligenza artificiale.

Come funziona il machine learning

Il funzionamento del machine learning si basa principalmente sulla relazione tra dati, algoritmo e modello. Durante la fase di addestramento, l’algoritmo analizza un insieme di dati e modifica progressivamente i propri parametri per individuare le relazioni più significative tra gli input e il risultato desiderato. Il risultato di questo processo è un modello di machine learning, cioè una rappresentazione matematica delle regolarità apprese dai dati.

come funziona il machine learning

come funziona il machine learning

Una volta addestrato, il modello può essere applicato a nuovi dati per produrre una classificazione, una previsione o una decisione. Per esempio, un sistema può essere addestrato utilizzando migliaia di immagini di cani e gatti precedentemente classificate. Dopo l’addestramento, il modello può analizzare l’immagine di un animale mai incontrato prima e stimare a quale categoria appartenga.

Dall’immagine alla previsione

Nel caso di un’immagine, il riconoscimento non consiste semplicemente nel confrontare visivamente la nuova fotografia con quelle già analizzate. L’immagine viene trasformata in informazioni numeriche, dalle quali il modello può apprendere caratteristiche e schemi utili alla classificazione.

Nei modelli più semplici queste caratteristiche possono essere definite o estratte attraverso specifiche procedure; nelle reti neurali profonde, invece, possono essere apprese automaticamente durante l’addestramento. Il modello combina quindi le informazioni estratte attraverso i propri parametri per determinare quale classe sia maggiormente compatibile con i dati ricevuti.

Addestramento e generalizzazione

Nelle reti neurali, l’apprendimento può avvenire attraverso la retropropagazione dell’errore (backpropagation). Quando la previsione del modello differisce dal risultato atteso, l’errore viene utilizzato per calcolare come modificare i pesi della rete. Un algoritmo di ottimizzazione aggiorna quindi progressivamente questi parametri, con l’obiettivo di ridurre l’errore nelle successive previsioni.

Un aspetto fondamentale del machine learning è infine la generalizzazione, cioè la capacità del modello di produrre risultati corretti anche su dati nuovi e non utilizzati durante l’addestramento.

Dati e addestramento

I dati rappresentano il materiale di apprendimento del machine learning. La qualità, la quantità e la rappresentatività dei dati utilizzati possono influenzare profondamente le prestazioni del modello. Un dataset incompleto, poco rappresentativo o contenente errori può infatti portare il sistema ad apprendere relazioni poco affidabili e a produrre previsioni inaccurate.

La preparazione dei dati

Dati e addestramento

Dati e addestramento

Prima dell’addestramento, i dati sono generalmente sottoposti a una fase di pre-elaborazione (data preprocessing), che può comprendere diverse operazioni. Il data cleaning permette di individuare e correggere o rimuovere dati errati, duplicati, incompleti o incoerenti. Possono inoltre essere applicate tecniche di normalizzazione o standardizzazione, codifica delle variabili e selezione delle caratteristiche più informative.

Questa fase è importante anche per ridurre il rumore nei dati e limitare la presenza di bias. Se il dataset riflette squilibri o distorsioni presenti nella realtà o nelle modalità con cui i dati sono stati raccolti, il modello può infatti riprodurli o amplificarli.

Training set, validation set e test set

Il dataset è generalmente suddiviso in più insiemi. Il training set è utilizzato per addestrare il modello, mentre il test set viene mantenuto separato e utilizzato successivamente per valutarne le prestazioni su dati non impiegati durante l’apprendimento.

Quando necessario, è introdotto anche un validation set, utilizzato durante lo sviluppo per confrontare configurazioni differenti e ottimizzare gli iperparametri del modello.

Non esiste una proporzione universale per questa suddivisione: percentuali come 80/20 o 70/30 sono solo esempi frequentemente utilizzati e devono essere adattate al problema e alla quantità di dati disponibile.

Overfitting e underfitting

Un modello può ottenere risultati eccellenti sui dati di addestramento ma comportarsi male davanti a nuovi dati. Questo fenomeno è chiamato overfitting e si verifica quando il modello si adatta eccessivamente agli esempi utilizzati durante il training, imparandone anche caratteristiche specifiche o rumore che non si generalizzano ad altri dati.

La situazione opposta è l’underfitting, che si verifica quando il modello è troppo semplice o non è stato addestrato adeguatamente per individuare le relazioni presenti nei dati. In questo caso le prestazioni risultano insufficienti sia sui dati di addestramento sia su quelli nuovi.

Principali tipi di machine learning

Il machine learning non si basa su un unico approccio, ma comprende diverse modalità di apprendimento, che si distinguono principalmente in funzione del tipo di dati disponibili e del modo in cui il modello riceve il feedback necessario per apprendere. Le tre principali categorie sono apprendimento supervisionato, apprendimento non supervisionato e apprendimento per rinforzo.

Apprendimento supervisionato

Nell’apprendimento supervisionato (Supervised Learning), il modello viene addestrato utilizzando un dataset etichettato, nel quale ogni dato di input è associato a un risultato noto. L’algoritmo analizza gli esempi disponibili per apprendere la relazione tra gli input e i corrispondenti output, così da poterla utilizzare successivamente su dati nuovi.

Tra i principali problemi affrontati rientrano la classificazione, nella quale il modello assegna un dato a una categoria, e la regressione, nella quale produce un valore numerico. Un sistema può, per esempio, classificare un’e-mail come spam oppure stimare il prezzo di un’abitazione sulla base delle sue caratteristiche.

Apprendimento non supervisionato

Nell’apprendimento non supervisionato (Unsupervised Learning), l’algoritmo lavora invece con dati privi di etichette predefinite. L’obiettivo è individuare autonomamente strutture, relazioni, gruppi o anomalie presenti nel dataset.

Una delle tecniche più conosciute è il clustering, che permette di raggruppare elementi caratterizzati da proprietà simili. Può essere utilizzato, per esempio, per individuare gruppi di clienti con comportamenti d’acquisto analoghi. Altre applicazioni comprendono la riduzione della dimensionalità e il rilevamento di anomalie.

Apprendimento per rinforzo

Nell’apprendimento per rinforzo (Reinforcement Learning), un agente apprende attraverso l’interazione con un ambiente. A ogni azione può corrispondere una ricompensa (reward), positiva o negativa, che fornisce un’indicazione sulla qualità della scelta effettuata.

Attraverso una successione di tentativi, errori e ricompense, l’agente apprende una strategia, chiamata policy, finalizzata a massimizzare la ricompensa complessiva nel tempo. Questo approccio trova applicazioni nella robotica, nei videogiochi, nei sistemi di controllo e in alcuni problemi di ottimizzazione.

La scelta dell’approccio dipende quindi dalla natura del problema, dagli obiettivi dell’applicazione e dal tipo e dalla disponibilità dei dati.

Algoritmi di machine learning

Se i metodi di apprendimento definiscono il modo in cui un sistema apprende dai dati, gli algoritmi di machine learning rappresentano gli strumenti matematici utilizzati per costruire concretamente i modelli. Ogni algoritmo presenta caratteristiche specifiche che lo rendono più o meno adatto a determinati problemi.

Algoritmi supervisionati

Nell’apprendimento supervisionato, nel quale il modello viene addestrato utilizzando dati etichettati, tra gli algoritmi più conosciuti troviamo la regressione lineare, utilizzata per prevedere valori numerici continui, come il fatturato futuro o il prezzo di un’abitazione.

La regressione logistica, nonostante il nome, è invece un algoritmo di classificazione che stima la probabilità che un elemento appartenga a una determinata categoria, per esempio nel riconoscimento di una transazione potenzialmente fraudolenta.

Gli alberi decisionali rappresentano i dati attraverso una struttura ramificata nella quale una successione di condizioni porta progressivamente a una decisione. La Random Forest combina invece numerosi alberi decisionali, costruiti su differenti campioni e caratteristiche dei dati, per ottenere una previsione generalmente più robusta.

Le Macchine a Vettori di Supporto (SVM) cercano un confine ottimale, detto iperpiano, per separare le diverse classi massimizzando il margine tra esse. Attraverso particolari funzioni matematiche, chiamate kernel, possono affrontare anche problemi di classificazione non lineare.

Algoritmi non supervisionati

Nell’apprendimento non supervisionato, uno degli algoritmi più noti è K-Means, utilizzato per il clustering. Il metodo suddivide i dati in un numero prefissato di gruppi (K cluster), assegnando ciascun elemento al gruppo il cui centroide risulta più vicino secondo una determinata misura di distanza.

Reti neurali e deep learning

Una categoria particolarmente importante è rappresentata dalle reti neurali artificiali, modelli matematici ispirati in modo semplificato al funzionamento dei neuroni biologici. Sono costituite da nodi interconnessi, organizzati in diversi strati, e possono essere utilizzate per affrontare numerosi problemi di apprendimento.

Quando una rete neurale presenta molti livelli di elaborazione, si parla generalmente di deep learning. Queste tecniche hanno contribuito ai notevoli progressi nel riconoscimento vocale, nella visione artificiale, nell’elaborazione del linguaggio naturale e nell’analisi di immagini e video.

Machine learning e deep learning

Intelligenza artificiale, machine learning e deep learning sono termini strettamente collegati, ma non sono sinonimi. Per comprenderne la relazione si può utilizzare, in modo semplificato, l’immagine di una matrioska, nella quale ogni livello rappresenta un insieme di tecniche contenuto in quello più ampio.

Intelligenza artificiale

L’Intelligenza Artificiale (IA) rappresenta il campo più ampio e comprende metodi e tecnologie finalizzati alla realizzazione di sistemi capaci di svolgere attività che richiedono, in varia misura, capacità come ragionamento, pianificazione, percezione, apprendimento e decisione. L’IA comprende sia approcci basati su regole e conoscenze esplicitamente definite, sia metodi che apprendono dai dati.

Machine learning

Il Machine Learning (ML) è un sottoinsieme dell’intelligenza artificiale. In questo approccio, gli algoritmi permettono al sistema di apprendere dai dati, individuando relazioni e regolarità che possono essere utilizzate per effettuare previsioni o prendere decisioni.

Reti neurali artificiali

All’interno del machine learning troviamo le reti neurali artificiali, modelli matematici costituiti da unità interconnesse organizzate in strati. Ispirate in modo molto semplificato al funzionamento dei neuroni biologici, possono apprendere rappresentazioni complesse dei dati modificando i propri parametri durante l’addestramento.

Deep learning

Il Deep Learning (apprendimento profondo) utilizza reti neurali caratterizzate da più livelli di elaborazione, attraverso i quali i dati possono essere trasformati progressivamente in rappresentazioni sempre più complesse.

Una caratteristica importante del deep learning è la capacità di apprendere automaticamente molte delle caratteristiche rilevanti dei dati, riducendo la necessità di definire manualmente tutte le feature attraverso il feature engineering. Questo risulta particolarmente vantaggioso nell’elaborazione di dati complessi e non strutturati, come immagini, audio e linguaggio naturale.

Il deep learning è alla base di numerose applicazioni moderne, tra cui sistemi avanzati di visione artificiale, riconoscimento vocale, elaborazione del linguaggio naturale e intelligenza artificiale generativa.

Applicazioni del machine learning

Il machine learning non è più una tecnologia confinata nei laboratori di ricerca, ma costituisce il motore di numerosi servizi e strumenti utilizzati quotidianamente. La capacità di analizzare grandi quantità di dati e individuare pattern, correlazioni e anomalie ne ha favorito la diffusione in molti settori.

Visione artificiale e riconoscimento facciale

Nella visione artificiale, i modelli di machine learning analizzano immagini e video per riconoscere oggetti, volti o caratteristiche specifiche. Nei sistemi di riconoscimento facciale, l’immagine viene trasformata in una rappresentazione numerica delle caratteristiche del volto, che può essere confrontata con altre rappresentazioni per verificare l’identità di una persona. Queste tecniche sono impiegate, ad esempio, nei sistemi di autenticazione biometrica degli smartphone.

Sistemi di raccomandazione

Piattaforme di streaming, social network ed e-commerce utilizzano il machine learning per personalizzare i contenuti e i prodotti suggeriti. Analizzando interazioni, preferenze e comportamenti degli utenti, i modelli stimano quali contenuti potrebbero risultare più interessanti. Possono essere utilizzate tecniche di clustering, modelli predittivi e sistemi di raccomandazione più complessi.

Rilevamento delle frodi

Nel settore finanziario, il machine learning permette di analizzare grandi quantità di transazioni e individuare comportamenti anomali o potenzialmente fraudolenti. Il sistema può considerare variabili come importo, frequenza, posizione geografica e caratteristiche delle operazioni, assegnando un livello di rischio a ciascuna transazione.

Elaborazione del linguaggio naturale

Nell’elaborazione del linguaggio naturale (NLP), il machine learning è utilizzato per classificare testi, tradurre automaticamente contenuti, filtrare messaggi indesiderati e supportare gli assistenti vocali. I modelli moderni possono inoltre analizzare il significato e il contesto delle sequenze linguistiche.

Medicina e diagnostica per immagini

In medicina, modelli addestrati su grandi quantità di dati possono supportare la diagnosi e la previsione dell’evoluzione di alcune patologie. Nell’analisi di radiografie, risonanze magnetiche e immagini ottenute mediante tomografia computerizzata, può aiutare a individuare anomalie e fornire un supporto al medico, senza sostituirne la valutazione clinica.

Sfide e limiti del machine learning

Nonostante i notevoli progressi, il machine learning presenta limiti tecnici, operativi ed etici che possono influenzarne l’affidabilità. Le prestazioni di un modello dipendono dalla qualità dei dati, dalla progettazione dell’algoritmo e dal contesto nel quale è utilizzato.

Qualità e quantità dei dati

Un principio spesso associato ai sistemi informatici è Garbage In, Garbage Out: se i dati forniti al modello sono incompleti, inaccurati, poco rappresentativi o distorti, anche i risultati possono essere inaffidabili. La raccolta, la pulizia, l’etichettatura e la selezione dei dati costituiscono quindi fasi fondamentali dell’addestramento. Non conta soltanto la quantità dei dati, ma anche la loro qualità e rappresentatività rispetto al problema da affrontare.

Bias e discriminazione

I modelli possono incorporare e riprodurre bias presenti nei dati di addestramento. Per esempio, un sistema di selezione del personale addestrato su dati storici caratterizzati da una forte disparità di genere potrebbe associare erroneamente determinate caratteristiche a una maggiore probabilità di assunzione, penalizzando alcuni candidati. Il problema è particolarmente rilevante quando il modello è utilizzato per prendere o supportare decisioni che hanno conseguenze sulle persone.

Privacy e sicurezza

L’impiego di grandi quantità di dati personali può creare problemi legati a privacy, consenso, protezione e sicurezza delle informazioni. Inoltre, i modelli possono essere esposti a tecniche di manipolazione, come gli attacchi avversari (adversarial attacks), nei quali input modificati intenzionalmente possono indurre il sistema a produrre una classificazione o una previsione errata.

Il problema del «black box»

black box

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Nei modelli più complessi, soprattutto nel deep learning, può essere difficile comprendere quali caratteristiche abbiano determinato una specifica previsione. Ciò rappresenta una criticità nei settori ad alto rischio, come medicina, finanza e giustizia, dove è importante poter valutare non solo il risultato, ma anche le ragioni che lo hanno prodotto.

Ingegneria sociale e manipolazione

L’intelligenza artificiale e il machine learning possono essere utilizzati anche per rendere più sofisticate le tecniche di ingegneria sociale. Analizzando grandi quantità di informazioni, i sistemi di IA possono contribuire a generare messaggi, email o contenuti personalizzati in grado di imitare linguaggio e comportamenti umani. Questo può rendere più difficili da riconoscere tentativi di phishing, impersonificazione e manipolazione psicologica.

L’impiego di modelli generativi può inoltre facilitare la produzione di testi, immagini, audio e video artificiali, aumentando il rischio di deepfake e disinformazione. Il problema non riguarda quindi soltanto la sicurezza del modello, ma anche il modo in cui le sue capacità possono essere sfruttate contro gli utenti. Diventa perciò fondamentale affiancare alle misure tecnologiche formazione, consapevolezza degli utenti e procedure di verifica, soprattutto nei contesti in cui le decisioni dipendono da comunicazioni digitali.

Il futuro del machine learning

Il futuro del machine learning sarà caratterizzato da modelli sempre più potenti, efficienti e capaci di interagire con dati e ambienti complessi. L’evoluzione non riguarderà soltanto l’aumento delle capacità computazionali, ma anche la possibilità di sviluppare sistemi più affidabili, trasparenti e sostenibili.

Una delle principali direzioni di sviluppo è rappresentata dall’intelligenza artificiale multimodale, nella quale un unico modello può elaborare contemporaneamente testo, immagini, audio, video e altre tipologie di dati. Questa capacità permette di costruire sistemi in grado di interpretare informazioni provenienti da fonti diverse e combinarle per produrre risposte e previsioni più complete.

Un’altra tendenza importante è rappresentata dall’edge AI, che porta parte dell’elaborazione direttamente sui dispositivi, come smartphone, sensori, automobili e apparecchiature industriali. Ridurre la necessità di trasferire continuamente i dati verso il cloud può diminuire la latenza, migliorare la privacy e rendere possibili applicazioni in tempo reale.

Il progresso del machine learning dovrà inoltre confrontarsi con la necessità di sviluppare modelli più efficienti dal punto di vista energetico e computazionale. La riduzione delle dimensioni dei modelli, l’ottimizzazione degli algoritmi e l’impiego di hardware specializzato potranno contribuire a diminuire i costi dell’intelligenza artificiale.

Un ruolo sempre più importante sarà infine assunto da affidabilità, sicurezza, trasparenza e regolamentazione. I sistemi destinati a settori sensibili dovranno essere sottoposti a verifiche, monitoraggio e supervisione umana, con particolare attenzione a bias, privacy e uso responsabile dei dati.

Il futuro del machine learning, quindi, non dipenderà soltanto dalla capacità di costruire modelli più potenti, ma dalla possibilità di renderli utili, affidabili, comprensibili e sostenibili.

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