Fisica 29 Giugno 2025 9 min

Infrasuoni

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infrasuoni

Gli infrasuoni rappresentano una delle frontiere più affascinanti e misteriose del mondo delle onde acustiche. Si tratta di onde sonore caratterizzate da frequenze inferiori ai 20 Hz, soglia minima dell’udito umano. Pur non essendo percepibili come suoni, gli infrasuoni possono essere avvertiti come vibrazioni o sensazioni fisiche, e hanno la capacità di propagarsi a grandissime distanze, attraversando l’aria, la crosta terrestre e persino gli oceani.

Il termine infrasuono deriva dal latino infra, che significa “sotto”, e fu coniato nell’ambito degli studi sull’acustica che si svilupparono a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Gli studi sistematici sugli infrasuoni iniziarono nel XIX secolo grazie al lavoro di pionieri come Hermann von Helmholtz, che nelle sue ricerche sulla percezione dei suoni e sui toni armonici esplorò i limiti dell’udito umano, aprendo la strada a indagini sulle frequenze inferiori.

Tuttavia, fu solo nel XX secolo, con lo sviluppo della sismologia e delle tecniche di rilevazione delle onde elastiche, che l’importanza degli infrasuoni cominciò a essere riconosciuta anche al di fuori del contesto puramente musicale o fisiologico.

Durante le due guerre mondiali, e in particolare nel periodo della Guerra Fredda, l’interesse per gli infrasuoni crebbe ulteriormente: la loro capacità di viaggiare a grandi distanze senza essere facilmente attenuati li rese oggetto di studio per applicazioni militari, come il rilevamento di esplosioni nucleari e missilistiche

Proprietà fisiche degli infrasuoni

Gli infrasuoni sono onde acustiche caratterizzate da frequenze inferiori a 20 Hz, il limite inferiore della percezione umana. Questa caratteristica conferisce loro proprietà fisiche peculiari che li distinguono nettamente dalle onde sonore a frequenza più alta.

frequenza

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Poiché la frequenza è inversamente proporzionale alla lunghezza d’onda, gli infrasuoni presentano lunghezze d’onda molto elevate rispetto ai suoni udibili. Ad esempio, un’onda sonora con una frequenza f di 10 Hz in aria in cui la velocità del suono è circa 343 m/s a temperatura ambiente ha una lunghezza d’onda di circa:

λ = v/f = 343 m/s/ 10 Hz = 34.3 m

Questo significa che queste onde possono estendersi per decine o centinaia di metri, consentendo una propagazione su grandi distanze con minore dispersione.

Propagazione e attenuazione

Gli infrasuoni si distinguono per la loro bassa attenuazione nell’aria e in altri mezzi, come la terra o l’acqua. Questo li rende particolarmente adatti per viaggiare per centinaia o addirittura migliaia di chilometri senza perdere intensità significativa. La bassa frequenza permette infatti di superare ostacoli e irregolarità del terreno meglio di quanto possano fare onde a frequenza più elevata, che si disperdono o vengono assorbite più rapidamente.

Direzionalità e diffusione

Le onde a frequenze così basse tendono a essere meno direzionali rispetto ai suoni ad alta frequenza. Ciò significa che si diffondono ampiamente, coprendo ampie aree con una distribuzione più uniforme dell’energia sonora.

Interazione con l’ambiente

Gli infrasuoni interagiscono in modo particolare con strutture di grande scala, come montagne, edifici o la crosta terrestre stessa. Questa caratteristica è sfruttata in campo sismologico e geofisico per monitorare fenomeni naturali quali terremoti, eruzioni vulcaniche o tempeste oceaniche. Inoltre, possono indurre vibrazioni anche in strutture ed esseri viventi, rendendo il loro effetto non solo acustico ma anche fisico.

Spettro e rumore di fondo

Il rumore infrasuono naturale è sempre presente nell’ambiente a causa di eventi naturali, come il vento, le onde marine o l’attività vulcanica. Tale rumore di fondo può influenzare la sensibilità degli strumenti di rilevazione e rappresenta una sfida per l’analisi e l’interpretazione dei dati.

Fattori che influenzano la propagazione degli infrasuoni

La propagazione degli infrasuoni nell’ambiente non è uniforme, ma dipende da una serie di fattori fisici e ambientali che ne modulano velocità, direzione e intensità. Comprendere questi elementi è fondamentale per l’analisi e l’interpretazione delle onde infrasuoni, soprattutto in ambito sismico, ambientale e tecnologico.

Condizioni atmosferiche

Le variabili atmosferiche giocano un ruolo cruciale nella propagazione degli infrasuoni:

-Temperatura: La velocità del suono nell’aria varia con la temperatura; un aumento della temperatura generalmente aumenta la velocità di propagazione, influenzando la rifrazione delle onde.

-Umidità: L’umidità modifica la densità e la composizione dell’aria, alterando l’assorbimento e la velocità degli infrasuoni.

-Vento: La direzione e la velocità del vento possono deviare il percorso degli infrasuoni, facilitandone o ostacolandone la propagazione in certe direzioni. Il vento può anche causare effetti di riflessione o diffrazione variabili.

Terreno e topografia

La superficie terrestre e le sue caratteristiche morfologiche incidono sensibilmente:

-Topografia: Catene montuose, vallate e pianure influenzano il cammino degli infrasuoni attraverso fenomeni di riflessione, diffrazione e scattering.

-Rugosità del terreno: Un terreno irregolare o coperto da vegetazione può attenuare o diffondere le onde infrasoniche, riducendone l’intensità a distanza.

-Tipologia di suolo: Terreni più densi o compatti possono trasmettere le onde in modo più efficiente rispetto a terreni morbidi o sabbiosi.

Frequenza

La frequenza stessa degli infrasuoni determina in parte la loro capacità di propagazione:

-Le frequenze più basse (ad esempio sotto i 1 Hz) tendono a viaggiare più lontano con minore attenuazione, perché hanno lunghezze d’onda maggiori e interagiscono meno con ostacoli di dimensioni comparabili.

-Frequenze leggermente più alte, pur restando infrasuoni, subiscono maggiori perdite e dispersioni a causa della maggiore interazione con l’ambiente circostante.

Equazione delle onde

La propagazione degli infrasuoni, come per tutte le onde acustiche, può essere descritta matematicamente attraverso l’equazione delle onde, un modello fondamentale nella fisica delle vibrazioni e dell’acustica. Questa equazione permette di rappresentare come una perturbazione, in questo caso, la variazione di pressione dell’aria, si propaga nello spazio e nel tempo.

In una forma semplificata, l’equazione delle onde in una dimensione si scrive come:

equazione delle onde

equazione delle onde

dove:

u(x,t) rappresenta la variazione di pressione o lo spostamento della particella nell’aria in funzione della posizione x e del tempo t,

c è la velocità di propagazione dell’onda nel mezzo (ad esempio, circa 343 m/s nell’aria a temperatura ambiente),

∂2/∂t2 e ∂2/∂x2 sono le derivate seconde rispetto al tempo e allo spazio.

Questa equazione differenziale descrive come un impulso o una vibrazione si diffonde sotto forma di onde, includendo anche fenomeni come la riflessione, la diffrazione e l’interferenza. Nel caso degli infrasuoni, la bassa frequenza implica lunghezze d’onda molto grandi, e l’equazione delle onde consente di modellare come queste onde si comportano in ambienti complessi, tenendo conto delle condizioni del mezzo e dei confini.

Inoltre, modelli più avanzati dell’equazione delle onde includono effetti di attenuazione dovuti all’assorbimento atmosferico, la variazione delle proprietà del mezzo (come temperatura e umidità), e la presenza di venti, rendendo possibile simulare con buona precisione la propagazione reale degli infrasuoni nella natura.

Fonti naturali e artificiali degli infrasuoni

Gli infrasuoni sono generati sia da fenomeni naturali sia da attività umane, e si diffondono nell’ambiente spesso senza che ce ne accorgiamo, poiché le loro frequenze sono troppo basse per essere percepite dall’orecchio umano.

fonti

fonti

Tra le fonti naturali, spiccano eventi di grande energia come le eruzioni vulcaniche, che liberano onde infrasoniche in grado di viaggiare per migliaia di chilometri. Anche i terremoti producono infrasuoni che si propagano sia nel terreno sia nell’atmosfera, permettendo il monitoraggio a distanza. I forti temporali, le onde oceaniche che interagiscono tra loro, le valanghe e i meteoriti che penetrano nell’atmosfera terrestre sono altre fonti naturali di infrasuoni. Anche il vento, quando colpisce ostacoli come catene montuose o grandi edifici, può generare onde a bassissima frequenza.

Tra le fonti artificiali, ritroviamo attività che comportano la liberazione di grandi quantità di energia o l’uso di macchinari di notevoli dimensioni. Esplosioni sia civili sia militari, test nucleari, motori a combustione di grande potenza, turbine eoliche e alcuni impianti industriali possono produrre infrasuoni.

In alcuni casi, queste onde sono un effetto collaterale, mentre in altri vengono sfruttate intenzionalmente, ad esempio nel monitoraggio atmosferico globale per la verifica di test nucleari o in applicazioni sperimentali per lo studio della propagazione acustica su lunga distanza.

Applicazioni degli infrasuoni

Nonostante siano impercettibili all’orecchio umano, gli infrasuoni trovano impiego in numerosi ambiti scientifici, tecnologici e industriali grazie alla loro capacità di propagarsi su grandi distanze e di attraversare ostacoli che fermerebbero onde sonore di frequenza più elevata.

Un’importante applicazione riguarda il monitoraggio sismico e vulcanico: gli infrasuoni prodotti da terremoti ed eruzioni vulcaniche vengono rilevati da stazioni di ascolto situate anche a migliaia di chilometri di distanza, contribuendo alla sorveglianza delle attività geologiche e alla prevenzione dei rischi naturali.

Un esempio storico significativo è rappresentato dall’eruzione del Saint Helens nella Contea di Skamania, nello stato americano di Washington nel 1980, che produsse onde infrasoniche rilevate da stazioni sparse nel Nord America e oltre, fornendo preziose informazioni sull’intensità e sull’evoluzione dell’evento. Ancora più impressionante fu l’eruzione del Krakatoa nel 1883, il cui boato generò infrasuoni che fecero il giro del globo più volte e furono registrati dai barografi dell’epoca.

Nel campo della verifica dei trattati internazionali, come il Trattato per la messa al bando completa degli esperimenti nucleari (CTBT), gli infrasuoni giocano un ruolo cruciale. La rete globale di monitoraggio infrasonico del CTBT comprende oggi oltre 60 stazioni distribuite strategicamente in tutto il mondo.

Queste stazioni sono dotate di microbarometri estremamente sensibili, in grado di rilevare variazioni di pressione dell’ordine di frazioni di pascal, associate al passaggio di onde infrasoniche prodotte da eventi naturali o artificiali come esplosioni atmosferiche e test nucleari clandestini. I dati raccolti vengono inviati in tempo reale al Centro Internazionale di Dati di Vienna, dove sono analizzati per verificare eventuali violazioni del trattato.

In ambito industriale, gli infrasuoni vengono studiati per il monitoraggio strutturale di grandi impianti e infrastrutture: la presenza di emissioni infrasoniche anomale può indicare guasti o comportamenti fuori norma di macchinari e componenti. Alcune ricerche esplorano inoltre l’uso degli infrasuoni per la sorveglianza del traffico aereo e la localizzazione di esplosioni accidentali.

Infine, gli infrasuoni suscitano interesse anche in acustica ambientale e negli studi sugli effetti su esseri umani e animali. Diverse specie, come gli elefanti e le balene, utilizzano suoni a bassissima frequenza per comunicare su grandi distanze, sfruttando le proprietà di propagazione di queste onde.

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