Biochimica 31 Marzo 2012 14 min

RNA: struttura, tipi e funzioni

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rna

L’RNA (acido ribonucleico) è una molecola essenziale per il funzionamento delle cellule, coinvolta nella trasmissione e nell’espressione dell’informazione genetica, nella sintesi delle proteine e nella regolazione di numerosi processi biologici. A differenza del DNA, che conserva principalmente l’informazione genetica, l’RNA può svolgere funzioni informative, strutturali, regolatrici e catalitiche.

Tra le principali tipologie si distinguono l’RNA messaggero (mRNA), che trasporta le informazioni necessarie alla sintesi proteica, l’RNA transfer (tRNA), che contribuisce all’inserimento degli amminoacidi nelle proteine, e l’RNA ribosomiale (rRNA), componente fondamentale dei ribosomi. A queste si aggiungono numerosi RNA non codificanti, coinvolti nella regolazione dell’espressione genica e in altri processi cellulari.

L’acido ribonucleico è inoltre al centro di importanti applicazioni biotecnologiche e mediche, tra cui i vaccini a mRNA e le tecnologie basate sul silenziamento genico. Comprenderne la struttura, i principali tipi e le funzioni permette quindi di conoscere meglio sia i meccanismi fondamentali della biologia sia alcune delle più recenti innovazioni nel campo delle biotecnologie.

RNA messaggero

L’RNA messaggero  trasporta l’informazione genetica dal DNA ai ribosomi, dove è utilizzata come istruzione per la sintesi proteica. La sua funzione è  fondamentale nel processo di espressione genica, consentendo di utilizzare l’informazione contenuta nel DNA per dirigere la produzione delle proteine necessarie alla cellula.

L’mRNA è prodotto attraverso il processo di trascrizione, durante il quale una delle due catene del DNA è utilizzata come stampo per la sintesi di una molecola di RNA complementare. La trascrizione è catalizzata dalle RNA polimerasi, enzimi che riconoscono specifiche regioni del DNA e sintetizzano il nuovo filamento di RNA.

trascrizione ad opera dell’RNA polimerasi

La sequenza dell’mRNA contiene l’informazione necessaria per stabilire l’ordine degli amminoacidi nella proteina. Questa informazione è organizzata in codoni, sequenze di tre nucleotidi che sono riconosciute durante la traduzione. Nella maggior parte dei casi, la traduzione inizia dal codone AUG, che codifica per la metionina, mentre i codoni UAA, UAG e UGA costituiscono segnali di terminazione.

Maturazione

Negli organismi eucarioti, il trascritto prodotto inizialmente può essere sottoposto a diversi processi di maturazione dell’RNA, tra cui l’aggiunta del cappuccio al 5′, lo splicing, che rimuove gli introni e unisce gli esoni, e la poliadenilazione all’estremità 3′. L’mRNA maturo può quindi essere trasportato dal nucleo al citoplasma, dove raggiunge i ribosomi.

Durante la traduzione, il ribosoma legge in successione i codoni dell’mRNA, mentre i tRNA portano gli amminoacidi corrispondenti. In questo modo, l’informazione contenuta nella sequenza nucleotidica dell’mRNA viene convertita nella sequenza di amminoacidi che costituisce la proteina.

Gli mRNA possono presentare sequenze e dimensioni molto diverse, poiché ciascuno contiene le informazioni relative a una specifica proteina o, in alcuni casi, a più prodotti proteici. La loro produzione e la loro stabilità sono inoltre soggette a complessi meccanismi di regolazione che consentono alla cellula di controllare quantità e tempi di sintesi delle diverse proteine.

RNA transfer

L’RNA transfer  è una piccola molecola di RNA che svolge un ruolo fondamentale nella sintesi delle proteine, perché trasporta gli amminoacidi ai ribosomi e permette di associare ciascun amminoacido al corrispondente codone dell’RNA messaggero. Funziona quindi come un adattatore molecolare tra l’informazione contenuta nell’mRNA e la sequenza di amminoacidi della proteina.

I tRNA sono costituiti generalmente da circa 70-90 nucleotidi e presentano una caratteristica struttura secondaria che viene rappresentata schematicamente come un trifoglio. Questa struttura comprende diverse regioni, tra cui il braccio dell’anticodone, che contiene una sequenza di tre nucleotidi complementare al codone dell’mRNA, e l’estremità 3′-CCA, alla quale viene legato l’amminoacido.

tRNA

Prima di partecipare alla traduzione, ogni tRNA deve essere associato al proprio amminoacido. Questa operazione, chiamata amminoacilazione, è catalizzata da enzimi specifici denominati aminoacil-tRNA sintetasi. Questi enzimi riconoscono le caratteristiche strutturali e la sequenza del tRNA e catalizzano il legame tra il tRNA e il relativo amminoacido.

Traduzione

Durante la traduzione, il tRNA trasporta l’amminoacido al ribosoma e il suo anticodone si appaia con il codone dell’mRNA. In questo modo, gli amminoacidi vengono inseriti nella corretta sequenza e progressivamente uniti mediante legami peptidici, formando la catena polipeptidica.

Esistono numerosi tipi di tRNA e uno stesso amminoacido può essere riconosciuto da più tRNA differenti. Questa caratteristica è collegata alla degenerazione del codice genetico, poiché diversi codoni possono specificare lo stesso amminoacido. I tRNA contengono inoltre numerose basi azotate modificate, prodotte da modificazioni successive alla trascrizione, che contribuiscono alla loro struttura, stabilità e corretta interazione con il ribosoma e con l’mRNA.

Il tRNA costituisce quindi uno degli elementi fondamentali della traduzione: mentre l’mRNA contiene l’informazione per la sequenza della proteina e l’rRNA contribuisce alla struttura e alla funzione del ribosoma, il tRNA rende possibile la corrispondenza tra codoni e amminoacidi.

RNA ribosomiale

L’RNA ribosomiale (rRNA) è un componente fondamentale dei ribosomi, complessi molecolari responsabili della sintesi delle proteine. Insieme alle proteine ribosomiali, l’rRNA contribuisce alla struttura delle due subunità del ribosoma e svolge funzioni essenziali durante la traduzione dell’informazione contenuta nell’RNA messaggero .

L’rRNA non ha quindi una funzione esclusivamente strutturale. Alcune sue regioni partecipano al riconoscimento e al corretto posizionamento dell’mRNA e dei tRNA all’interno del ribosoma, mentre il centro peptidil-transferasico, responsabile della formazione dei legami peptidici tra gli amminoacidi, è costituito principalmente da RNA. Il ribosoma rappresenta pertanto un esempio importante di complesso nel quale l’RNA svolge anche una funzione catalitica.

Nei procarioti, come Escherichia coli, il ribosoma è costituito da una subunità minore 30S e da una maggiore 50S, che contengono rispettivamente gli rRNA 16S e 23S e 5S. Negli eucarioti, invece, il ribosoma citoplasmatico è formato dalle subunità 40S e 60S, che contengono diversi tipi di rRNA, tra cui 18S, 28S, 5,8S e 5S. La composizione e l’organizzazione dell’rRNA variano quindi tra i diversi gruppi di organismi.

Funzioni

L’rRNA è inoltre un importante bersaglio di alcune sostanze che interferiscono con la sintesi proteica. Diversi antibiotici agiscono infatti sui ribosomi batterici alterandone la struttura o bloccandone specifiche funzioni. Anche alcune tossine, come la ricina, possono interferire con la traduzione danneggiando l’rRNA dei ribosomi eucariotici.

Le sequenze dei geni che codificano per alcuni rRNA sono relativamente conservate e, allo stesso tempo, presentano variazioni accumulate nel corso dell’evoluzione. Per questo motivo sono utilizzate nello studio delle relazioni filogenetiche e nella classificazione degli organismi, in particolare dei microrganismi.

L’rRNA completa così il ruolo svolto dagli altri principali RNA coinvolti nella sintesi proteica: l’mRNA porta l’informazione genetica, il tRNA trasferisce gli amminoacidi e l’rRNA costituisce il nucleo funzionale del ribosoma, dove l’informazione nucleotidica viene convertita nella sequenza di amminoacidi della proteina.

Struttura e composizione dell’RNA

L’RNA è un acido nucleico costituito da una catena di nucleotidi, ciascuno formato da uno zucchero, un gruppo fosfato e una base azotata. Lo zucchero caratteristico dell’RNA è il ribosio, mentre le quattro basi azotate sono adenina (A), guanina (G), citosina (C) e uracile (U). L’uracile sostituisce quindi la timina presente nel DNA.

basi complementari

basi complementari

I nucleotidi sono uniti tra loro mediante legami fosfodiesterici, formando una catena nella quale lo scheletro zucchero-fosfato costituisce la struttura portante della molecola. Come il DNA, anche l’RNA possiede una direzionalità, con un’estremità 5′ e un’estremità 3′, caratteristica importante per la sua sintesi e per le interazioni con altre molecole.

A differenza del DNA, che generalmente è costituito da due filamenti appaiati, l’RNA è normalmente formato da un singolo filamento. Tuttavia, la catena può ripiegarsi su se stessa formando regioni nelle quali basi complementari si appaiano. Queste interazioni permettono all’RNA di assumere strutture secondarie e tridimensionali molto diverse, indispensabili per le sue numerose funzioni biologiche.

Appaiamenti

Gli appaiamenti più comuni coinvolgono adenina e uracile e guanina e citosina, ma l’RNA può formare anche appaiamenti non canonici. La possibilità di ripiegarsi in strutture complesse contribuisce a spiegare perché alcune molecole di RNA possano svolgere non solo funzioni informative, ma anche funzioni strutturali, regolatrici e catalitiche.

La struttura dell’RNA varia quindi notevolmente in relazione alla sua funzione. L’mRNA presenta una sequenza destinata a trasportare l’informazione genetica, il tRNA assume una struttura caratteristica che gli consente di riconoscere i codoni e trasportare gli amminoacidi. L’rRNA si associa alle proteine ribosomiali e contribuisce alla struttura e all’attività del ribosoma. Anche molti RNA non codificanti possiedono strutture specifiche che ne determinano le funzioni.

Questa grande versatilità strutturale e funzionale distingue l’RNA dal semplice ruolo di intermediario tra DNA e proteine e rappresenta una delle caratteristiche che hanno reso questa molecola centrale sia nella biologia cellulare sia nelle moderne applicazioni biotecnologiche.

Sintesi

La sintesi  avviene attraverso un processo chiamato trascrizione, durante il quale l’informazione contenuta nel DNA viene copiata in una molecola di RNA. La trascrizione rappresenta una delle principali fasi dell’espressione genica e permette alla cellula di utilizzare selettivamente le informazioni presenti nel proprio patrimonio genetico.

La trascrizione

Durante la trascrizione, uno dei due filamenti del DNA è utilizzato come stampo per sintetizzare una nuova molecola di RNA. Il processo è catalizzato dalle RNA polimerasi, enzimi che riconoscono specifiche sequenze del DNA e aggiungono progressivamente i ribonucleotidi alla catena di RNA nascente.

La sintesi procede in direzione 5’→3′, mentre i nucleotidi dell’RNA sono appaiati in modo complementare a quelli del filamento di DNA utilizzato come stampo. Nell’RNA, la timina è sostituita dall’uracile, che si appaia con l’adenina.

Iniziazione, allungamento e terminazione

La trascrizione può essere suddivisa in tre fasi principali: iniziazione, allungamento e terminazione.

Durante l’iniziazione, l’RNA polimerasi riconosce una specifica regione del DNA chiamata promotore e avvia la sintesi dell’RNA. Nell’allungamento, l’enzima percorre il filamento stampo e aggiunge nuovi ribonucleotidi alla molecola di RNA in formazione.

La terminazione determina invece la conclusione della trascrizione e il rilascio della molecola di RNA sintetizzata. I meccanismi attraverso i quali queste fasi si svolgono possono variare in relazione al tipo di RNA prodotto e all’organismo.

Maturazione

Negli organismi eucarioti, molti trascritti devono essere sottoposti a processi di maturazione prima di diventare molecole funzionali. Nel caso dell’mRNA, il trascritto iniziale, chiamato pre-mRNA, viene modificato attraverso l’aggiunta del cappuccio al 5′, lo splicing e la formazione della coda poli(A) all’estremità 3′.

Durante lo splicing sono rimossi gli introni e sono uniti gli esoni. Questi processi contribuiscono alla formazione dell’mRNA maturo, che può essere trasferito dal nucleo al citoplasma e utilizzato dai ribosomi durante la sintesi proteica.

Anche altri tipi di RNA possono essere sottoposti a specifici processi di modificazione e maturazione, necessari per acquisire la corretta struttura e funzione biologica.

Le RNA polimerasi

Le RNA polimerasi sono quindi gli enzimi fondamentali che permettono di trasformare l’informazione contenuta nel DNA in molecole di RNA. Negli organismi eucarioti esistono diverse RNA polimerasi, specializzate nella trascrizione di differenti categorie di RNA.

Il funzionamento di questi enzimi è strettamente collegato alla regolazione dell’espressione genica, poiché il controllo della trascrizione determina quali geni sono trascritti, in quali cellule e in quali condizioni.

Per approfondire struttura, funzionamento e principali tipologie di questi enzimi si può consultare l’articolo dedicato alle RNA polimerasi.

Altri tipi di RNA

Nelle cellule sono presenti numerose altre molecole di RNA, molte delle quali non sono utilizzate direttamente per produrre proteine. Queste molecole di acido ribonucleico non codificanti svolgono funzioni molto diverse e possono partecipare alla regolazione dell’espressione genica, alla maturazione di altri RNA e all’organizzazione dei complessi molecolari cellulari.

microRNA

I microRNA  sono piccole molecole non codificanti, generalmente lunghe circa 20-24 nucleotidi, che partecipano alla regolazione dell’espressione genica. Si legano a specifiche sequenze degli mRNA, favorendone la degradazione oppure riducendone la traduzione.

RNA non codificanti

Attraverso questo meccanismo, contribuiscono a controllare la quantità di determinate proteine prodotte dalla cellula e intervengono in numerosi processi biologici, tra cui sviluppo, differenziamento e risposta agli stimoli cellulari.

Small interfering RNA

Gli small interfering RNA (siRNA) sono  a doppio filamento coinvolti nel silenziamento genico. Una volta riconosciuta una sequenza di RNA complementare, possono guidarne la degradazione attraverso complessi proteici specifici.

Il meccanismo di interferenza dell’RNA, noto come RNA interference o RNAi, costituisce sia un importante processo naturale di regolazione genica sia uno strumento utilizzato nelle biotecnologie e nella ricerca biomedica. Per approfondire questo argomento si può consultare l’articolo dedicato all’RNAi.

RNA lunghi non codificanti

Gli RNA lunghi non codificanti (lncRNA) sono molecole  generalmente costituite da più di 200 nucleotidi che non vengono tradotte in proteine. Possono svolgere funzioni molto diverse e contribuire alla regolazione dell’espressione genica .

Alcuni lncRNA intervengono nella regolazione della trascrizione, nell’organizzazione della cromatina o nella maturazione e stabilità di altri RNA. La loro grande varietà strutturale e funzionale è ancora oggetto di numerosi studi.

snRNA e snoRNA

Gli small nuclear RNA (snRNA) sono piccoli RNA presenti soprattutto nel nucleo delle cellule eucariotiche. Alcuni di essi sono componenti fondamentali dello spliceosoma, il complesso molecolare responsabile dello splicing del pre-mRNA.

Gli small nucleolar RNA (snoRNA) sono invece localizzati prevalentemente nel nucleolo e partecipano alla maturazione e alle modificazioni chimiche degli rRNA. Contribuiscono quindi alla formazione di ribosomi funzionali.

RNA circolare

Tra le forme di RNA presenti nelle cellule vi sono anche gli RNA circolari (circRNA), caratterizzati da una struttura nella quale le estremità della molecola sono unite formando un anello. Questa particolare conformazione li rende generalmente più resistenti alla degradazione rispetto agli RNA lineari.

I circRNA possono interagire con RNA e proteine e partecipare alla regolazione dell’espressione genica. La loro presenza e le loro possibili funzioni in diversi processi cellulari sono oggetto di crescente interesse nella ricerca. Un approfondimento specifico è dedicato agli RNA circolari.

La scoperta e la caratterizzazione di queste diverse classi di RNA hanno modificato profondamente la concezione tradizionale di questa molecola. L’RNA non deve quindi essere considerato soltanto un intermediario tra DNA e proteine, ma una grande famiglia di molecole capaci di svolgere funzioni informative, strutturali, regolatrici e, in alcuni casi, catalitiche.

Acido ribonucleico nelle biotecnologie e nella medicina

Le caratteristiche di questa molecola, unite alla possibilità di modificarne la sequenza e di sfruttarne le diverse funzioni biologiche, hanno favorito lo sviluppo di numerose applicazioni biotecnologiche e mediche. Può infatti essere utilizzata per fornire informazioni alle cellule, modulare l’espressione dei geni o contribuire allo sviluppo di strumenti diagnostici e terapeutici.

Vaccini

Una delle applicazioni più conosciute è rappresentata dai vaccini a mRNA. In questi vaccini è introdotta nell’organismo una molecola di mRNA che contiene le istruzioni necessarie alle cellule per produrre una specifica proteina antigenica. La proteina, o una sua porzione, può quindi stimolare una risposta immunitaria.

La tecnologia può essere adattata alla produzione di vaccini contro differenti agenti patogeni e rappresenta un importante esempio di utilizzo dell’RNA come strumento biotecnologico.

RNA interference e silenziamento genico

Un’altra importante applicazione deriva dal meccanismo dell’RNA interference. Molecole come i siRNA possono essere progettate per riconoscere specifiche sequenze di RNA e ridurre l’espressione di determinati geni.

Questa proprietà ha trovato applicazione nella ricerca biomedica, dove il silenziamento selettivo di un gene permette di studiarne la funzione, e nello sviluppo di approcci terapeutici destinati a ridurre la produzione di specifiche proteine associate a determinate malattie. L’RNAi è quindi un esempio di come un naturale meccanismo di regolazione cellulare possa essere trasformato in uno strumento biotecnologico.

Acido ribonucleico come strumento terapeutico e diagnostico

L’RNA è studiato anche come possibile strumento terapeutico in numerosi ambiti. Sono oggetto di ricerca altre molecole con specifiche capacità di riconoscimento molecolare.

Le tecnologie basate sull’acido ribonucleico possono essere utilizzate per modificare temporaneamente l’espressione di determinati geni, sostituire o fornire istruzioni molecolari e interferire con specifici processi cellulari. La possibilità di progettare la sequenza dell’acido ribonucleico costituisce uno degli aspetti più interessanti di queste tecnologie.

L’acido ribonucleico può inoltre essere impiegato nello sviluppo di metodi diagnostici, poiché determinate molecole di acido ribonucleico possono essere rilevate e utilizzate come indicatori di specifici processi biologici o condizioni patologiche.

Ricerca

La ricerca contemporanea sta esplorando nuove possibilità per rendere le molecole di RNA più stabili, selettive e facilmente trasportabili nelle cellule. Un problema importante è infatti garantire che l’RNA raggiunga il bersaglio desiderato senza essere rapidamente degradato.

Lo sviluppo di sistemi di veicolazione, nuove modificazioni chimiche e strategie per controllare con maggiore precisione l’attività dell’RNA potrebbe ampliare ulteriormente le sue applicazioni nella medicina di precisione, nella terapia genica e nella ricerca biomedica.

L’acido ribonucleico si conferma quindi non soltanto un elemento fondamentale della biologia cellulare, ma anche una piattaforma tecnologica versatile, capace di collegare la conoscenza dei meccanismi molecolari allo sviluppo di nuove applicazioni diagnostiche, preventive e terapeutiche.

Importanza biologica e prospettive future

La grande versatilità delle molecole di acido ribonucleico deriva dalla capacità di assumere strutture differenti e di interagire con numerose molecole presenti nella cellula. Questa caratteristica permette loro di partecipare a processi fondamentali, dalla trasmissione dell’informazione genetica alla sintesi delle proteine, fino alla regolazione dell’attività dei geni.

Per lungo tempo il ruolo di queste molecole è stato considerato principalmente quello di intermediari tra DNA e proteine. La scoperta di numerose forme non codificanti e delle loro funzioni ha però evidenziato un quadro molto più complesso. Alcune partecipano alla regolazione della trascrizione, altre controllano la stabilità o la traduzione degli mRNA, mentre altre ancora intervengono nella maturazione degli acidi nucleici o nella formazione di complessi molecolari.

Biotecnologia

Questa versatilità ha avuto importanti conseguenze anche nel campo delle biotecnologie. La possibilità di progettare sequenze specifiche e modificarne alcune caratteristiche ha permesso di sviluppare strumenti destinati al silenziamento genico, alla produzione di vaccini e allo studio dei meccanismi cellulari. Le applicazioni terapeutiche sono ancora in evoluzione e comprendono strategie differenti, accomunate dalla possibilità di intervenire in modo mirato sull’espressione dell’informazione genetica.

Un ulteriore interesse deriva dalla possibilità di utilizzare queste molecole come strumenti di ricerca e biomarcatori. La loro presenza, quantità e struttura possono infatti fornire informazioni sui processi che avvengono nelle cellule e sui cambiamenti associati a determinate condizioni biologiche.

Le prospettive future riguardano soprattutto il miglioramento della stabilità, della precisione e della distribuzione nelle cellule delle molecole progettate a scopo terapeutico. L’integrazione tra biologia molecolare, biotecnologie e medicina potrebbe quindi ampliare ulteriormente le possibilità offerte da questa straordinaria classe di molecole.

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