Biochimica 5 Giugno 2026 8 min

Grelina

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grelina

La grelina è un ormone peptidico coinvolto nella regolazione dell’appetito, del comportamento alimentare, dell’omeostasi energetica e del metabolismo dei carboidrati. Identificata nel 1999 da Masayasu Kojima, Kenji Kangawa e collaboratori, la grelina fu riconosciuta come il ligando endogeno del recettore secretagogo dell’ormone della crescita (GHSR-1a), capace di stimolare il rilascio dell’ormone della crescita (GH) da parte dell’ipofisi anteriore.

Pochi anni dopo, gli studi di Mark Heiman e Matthias Tschöp dimostrarono che la grelina agisce anche a livello cerebrale, influenzando l’assunzione di cibo, il peso corporeo, l’adiposità e il metabolismo del glucosio. È emerso inoltre che questo ormone modula il metabolismo sistemico attraverso l’attivazione di circuiti neuronali oressigenici, ossia coinvolti nella stimolazione della fame.

Con il progredire delle ricerche, sono state identificate numerose funzioni centrali e periferiche della grelina. Oltre al controllo dell’appetito, essa partecipa alla regolazione della motilità intestinale e della secrezione gastrica, interviene nella modulazione del sonno, della percezione gustativa e dei meccanismi di ricompensa associati al cibo. La grelina è inoltre coinvolta nella regolazione del metabolismo glucidico, nella soppressione della termogenesi del tessuto adiposo bruno e nei processi legati a stress e ansia.

Ulteriori studi hanno evidenziato un possibile ruolo protettivo contro l’atrofia muscolare e un contributo al miglioramento delle funzioni cardiovascolari, grazie agli effetti di vasodilatazione e di incremento della contrattilità cardiaca. Per la sua ampia attività biologica, la grelina rappresenta oggi uno dei principali oggetti di studio nell’ambito dell’endocrinologia e della fisiologia metabolica.

Struttura e caratteristiche biochimiche

La grelina è un ormone costituito da un peptide di 28 amminoacidi caratterizzato da una particolare modificazione strutturale a livello del terzo residuo, una serina (Ser3), alla quale viene legato un acido grasso a catena media, l’acido n-ottanoico. Questa modificazione, definita acilazione, è fondamentale per l’attività biologica dell’ormone.

struttura

struttura

L’acilazione della Ser3 consente infatti alla grelina di legarsi e attivare il suo recettore specifico, il GHS-R1a (Growth Hormone Secretagogue Receptor), un recettore a sette domini transmembrana noto anche come recettore della grelina. Grazie a questa modifica strutturale, la molecola acquisisce inoltre la capacità di attraversare la barriera emato-encefalica, raggiungendo così il sistema nervoso centrale e influenzando i circuiti neuronali coinvolti nella regolazione dell’appetito e del metabolismo energetico.

Il processo di acilazione è catalizzato dalla grelina O-aciltransferasi (GOAT), un enzima gastrico essenziale per la formazione della forma biologicamente attiva dell’ormone. In assenza di questa modificazione lipidica, la grelina perde infatti la capacità di attivare il recettore GHS-R1a.

Nel circolo sanguigno, tuttavia, circa l’80–90% è presente nella forma non acilata, chiamata anche des-acil-grelina. Questa forma non è in grado di legarsi efficacemente al recettore GHS-R1a e pertanto non stimola né il rilascio dell’ormone della crescita (GH) né l’assunzione di cibo. Nonostante ciò, numerosi studi suggeriscono che la des-acil-grelina possa esercitare altre funzioni fisiologiche indipendenti dal recettore classico della grelina, ancora oggetto di ricerca.

Sede di produzione e regolazione della secrezione

La grelina viene secreta principalmente dalle cellule X/A localizzate nelle ghiandole ossintiche della mucosa del fondo gastrico, sebbene sia presente anche lungo il tratto intestinale, in particolare nell’intestino tenue, dove la densità delle cellule produttrici diminuisce progressivamente dallo stomaco verso le regioni distali dell’intestino.

Nell’uomo e nei roditori, la secrezione di grelina segue un andamento circadiano strettamente legato allo stato nutrizionale. Durante il digiuno i livelli plasmatici aumentano progressivamente, raggiungendo un picco poco prima del pasto; dopo l’assunzione di cibo si verifica invece una marcata riduzione, proporzionale all’apporto calorico ingerito e mediata dalla presenza di nutrienti nell’intestino.

meccanismo di azione

meccanismo di azione

I suoi livelli  sono influenzati anche da alterazioni metaboliche croniche. Nei soggetti obesi, le concentrazioni plasmatiche a digiuno risultano generalmente inferiori rispetto ai soggetti normopeso, mentre condizioni caratterizzate da un basso indice di massa corporea, come anoressia nervosa e cachessia, sono associate a un’aumentata secrezione dell’ormone.

Tali alterazioni tendono a normalizzarsi con il recupero del peso corporeo. Un’importante eccezione è rappresentata dalla sindrome di Prader-Willi, nella quale l’obesità si associa a una marcata ipersecrezione di grelina.

Attualmente la grelina è considerata l’unico ormone periferico noto capace di stimolare direttamente l’assunzione di cibo. La sua azione oressigena dipende principalmente dall’attivazione dei neuroni ipotalamici NPY/AgRP, che promuovono la fame, e dall’inibizione dei neuroni proopiomelanocortinici (POMC), coinvolti invece nei segnali di sazietà.

La grelina può raggiungere il cervello attraverso regioni non protette dalla barriera emato-encefalica oppure mediante specifici sistemi di trasporto; inoltre, piccole quantità dell’ormone sembrano essere prodotte direttamente nell’ipotalamo.

La somministrazione cronica di grelina determina un aumento dell’assunzione di cibo, della lipogenesi e del peso corporeo, accompagnato da una riduzione del dispendio energetico. Al contrario, l’impiego di antagonisti del recettore della grelina riduce l’assunzione alimentare e il peso corporeo nei modelli animali obesi, confermando il ruolo centrale di questo ormone nella regolazione dell’equilibrio energetico.

Funzioni fisiologiche della grelina

La grelina è un ormone multifunzionale coinvolto nella regolazione dell’equilibrio energetico, del metabolismo e di numerosi processi neuroendocrini. Sebbene sia nota soprattutto come “ormone della fame”, le sue azioni biologiche interessano diversi organi e sistemi fisiologici.

Regolazione dell’appetito e del metabolismo energetico

funzioni della grelina

funzioni della grelina

La funzione più conosciuta della grelina è la stimolazione dell’appetito. L’ormone agisce principalmente a livello dell’ipotalamo, dove attiva i neuroni oressigenici NPY/AgRP e inibisce i neuroni anoressigeni POMC, favorendo così l’assunzione di cibo.

Oltre ad aumentare la fame, promuove l’accumulo di energia sotto forma di grasso. Questo effetto è legato sia all’attivazione dei circuiti neuronali coinvolti nell’alimentazione sia ad azioni periferiche dirette sul metabolismo lipidico. La grelina stimola infatti la lipogenesi epatica, aumenta l’espressione di proteine coinvolte nell’accumulo lipidico negli adipociti e contribuisce all’aumento della massa del tessuto adiposo bianco. Parallelamente, tende a ridurre il dispendio energetico, favorendo un bilancio energetico positivo.

Effetti della grelina sul metabolismo glucidico e sull’insulina

Partecipa anche alla regolazione del metabolismo del glucosio. Numerosi studi hanno dimostrato che inibisce la secrezione di insulina sia nell’uomo sia nei modelli animali, determinando un aumento dei livelli di glucosio nel sangue.

Questa azione suggerisce un ruolo dell’ormone nell’adattamento metabolico al digiuno, durante il quale l’organismo deve preservare le riserve energetiche e mantenere adeguati livelli glicemici.

Stimolazione dell’ormone della crescita

Uno degli effetti endocrini più importanti della grelina è la stimolazione del rilascio dell’ormone della crescita (GH) da parte dell’ipofisi anteriore. La grelina agisce attraverso il recettore GHS-R1a e mediante meccanismi che coinvolgono l’ormone di rilascio del GH (GHRH).

L’azione della grelina e quella del GH risultano tuttavia metabolicamente differenti. L’ormone della crescita favorisce infatti la lipolisi e lo sviluppo della massa muscolare, mentre la grelina tende a promuovere la lipogenesi e l’accumulo energetico.

Sistema della ricompensa e comportamento alimentare

La grelina esercita importanti effetti anche sul sistema nervoso centrale, in particolare sulle aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione della ricompensa, come l’amigdala e il sistema dopaminergico mesolimbico.

L’attivazione dei circuiti colinergici e dopaminergici associati alla gratificazione aumenta il valore motivazionale del cibo e può contribuire allo sviluppo di comportamenti alimentari compulsivi. Alcuni studi suggeriscono inoltre un suo possibile coinvolgimento nei meccanismi neurobiologici della dipendenza da alcol e altre sostanze.

Azioni gastrointestinali

La grelina svolge un ruolo rilevante anche nella fisiologia gastrointestinale. Stimola la secrezione di acido gastrico attraverso meccanismi che coinvolgono il nervo vago e agisce in modo sinergico con altri mediatori, come istamina e gastrina.

Inoltre, analogamente alla motilina, favorisce la motilità gastrica e intestinale, contribuendo alla regolazione dello svuotamento gastrico e della progressione del contenuto alimentare lungo il tratto digerente.

Grelina e ciclo sonno-veglia

Recenti ricerche hanno evidenziato un suo possibile coinvolgimento nella regolazione del ciclo sonno-veglia. Livelli elevati dell’ormone sono stati associati a una ridotta durata del sonno, mentre la deprivazione di sonno sembra aumentare la secrezione di grelina e diminuire quella della leptina.

Questa interazione potrebbe spiegare il legame tra alterazioni del sonno, aumento dell’appetito e rischio di obesità.

Ruolo della grelina nel sistema nervoso e nel comportamento alimentare

La grelina svolge un ruolo fondamentale nella comunicazione tra apparato digerente e sistema nervoso centrale, influenzando non solo la sensazione di fame, ma anche gli aspetti emotivi e motivazionali legati all’alimentazione. Attraverso il legame con il recettore GHS-R1a, l’ormone agisce principalmente a livello dell’ipotalamo, dove attiva i neuroni oressigenici NPY/AgRP e inibisce quelli anoressigeni POMC, promuovendo così l’assunzione di cibo.

La sua azione non si limita però alla regolazione omeostatica dell’appetito. L’ormone interviene anche nei circuiti cerebrali della ricompensa, in particolare nel sistema dopaminergico mesolimbico, che comprende strutture come l’area tegmentale ventrale e il nucleo accumbens. L’attivazione di queste aree aumenta il valore gratificante del cibo e rafforza la motivazione alla ricerca di alimenti, soprattutto quelli ricchi di zuccheri e grassi.

Effetti sull’amigdala

La grelina esercita inoltre effetti sull’amigdala, piccola struttura a forma di mandorla situata nella parte più profonda del cervello, appartenente al sistema limbico e su altre regioni coinvolte nelle emozioni e nei comportamenti motivazionali, contribuendo a modulare il rapporto psicologico con il cibo. Per questo motivo viene considerata non soltanto un segnale metabolico periferico, ma anche un importante modulatore neurocomportamentale.

Diversi studi suggeriscono che alterazioni della segnalazione di questo ormone peptidico possano essere coinvolte nello sviluppo di disturbi del comportamento alimentare, obesità e dipendenze. L’attivazione dei circuiti della ricompensa indotta dalla grelina è stata infatti associata non solo al consumo compulsivo di cibo, ma anche alla sensibilità verso alcol e altre sostanze che agiscono sul sistema dopaminergico.

La secrezione di grelina è influenzata anche da fattori psicofisiologici come stress, ansia e privazione del sonno. In condizioni di stress cronico o ridotta durata del sonno, l’aumento dei livelli di grelina può favorire un incremento dell’appetito e della ricerca di cibi altamente calorici, contribuendo allo sviluppo di squilibri metabolici e aumento di peso.

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