Biochimica 12 Luglio 2022 3 min

Ruolo biologico del cobalto

Condividi questo articolo

XLinkedInWhatsAppTelegram
ruolo biologico del cobalto

Il  ruolo biologico del cobalto si esplica nel metabolismo dei grassi e dei carboidrati, nonché nella sintesi delle proteine ​​e nella conversione dei folati nella loro forma attiva.

Nel sistema nervoso, il ruolo biologico del cobalto viene esplicato della prevenzione della demielinizzazione che porta alla sclerosi multipla, una condizione che provoca danni alla membrana che ricopre le fibre nervose nel cervello e nel midollo spinale. Tale prevenzione assicura l’efficiente trasmissione degli impulsi nervosi.

Vitamina B12

Vitamina B12

Il cobalto è parte integrante vitamina B12 nota come colabamina e quindi essenziale per la funzione delle cellule. Le diverse forme di cobalamina sono necessarie per la sintesi del DNA, per la produzione di globuli rossi e acidi grassi, per la sintesi di amminoacidi e per le normali funzioni cerebrali e nervose. La colabamina è un cofattore di diversi enzimi ed è un componente di diverse proteine ​​nei procarioti e negli animali

Un altro ruolo biologico del cobalto è nel suo coinvolgimento nella produzione di globuli rossi e nella produzione di composti antibatterici e antivirali che prevengono le infezioni.

È un microminerale che non è sintetizzato dall’organismo e quindi deve essere assunto con il cibo. La quantità di cobalto presente negli alimenti è determinata dalla quantità presente nel terreno in cui sono coltivate o consumate le fonti di cibo

Anche se il sistema richiede solo piccole quantità di cobalto e non è stata ancora stabilita una dose dietetica raccomandata per l’assunzione giornaliera, si riconosce il ruolo biologico del cobalto  in numerose funzioni.
Il cobalto è immagazzinato nei globuli rossi e, in quantità minori, nei reni, nel fegato, nel pancreas e nella milza.

Funzioni e ruolo biologico del cobalto

La vitamina B12 è necessaria per lo sviluppo, la mielinizzazione e la funzione del sistema nervoso centrale. È inoltre necessaria per formare i globuli rossi e il DNA. Negli esseri umani, la carenza di cobalamina può portare a una ridotta attività della metionina sintasi e della metilmalonil-CoA mutasi, con conseguente anemia megaloblastica.

La vitamina B12 è coinvolta nel metabolismo dell’omocisteina, nel metabolismo nervoso, nella sintesi degli acidi grassi e degli acidi nucleici, nella produzione di energia e nei processi di maturazione cellulare, e supporta anche il mantenimento della mucosa gastrointestinale non danneggiata. Inoltre, i livelli di vitamina B 12 compromettono la quantità di glutatione ridotto con attività antiossidante negli eritrociti e nel fegato; quindi, la minore disponibilità di glutatione ridotto nella carenza di cobalamina può esporre le cellule a un aumento dello stress ossidativo.

Livelli inadeguati di vitamina B12 e acido folico, necessario per la sintesi del DNA, possono alterare drasticamente le risposte immunitarie influenzando la produzione di acido nucleico e la sintesi proteica, inibendo l’attività delle cellule immunitarie e interferendo con i processi metabolici, come la metilazione e i cicli di serina, glicina e purina.

Funziona come cofattore per due enzimi, la metionina sintasi e la L-metilmalonil-CoA mutasi.

La metionina sintasi catalizza la conversione dell’omocisteina nell’amminoacido essenziale metionina necessaria per la formazione della S-adenosil metionina, un donatore del gruppo metile a quasi 100 diversi substrati, inclusi DNA, RNA, proteine ​​e lipidi. La L-metilmalonil-CoA mutasi converte L-metilmalonil-CoA in succinil-CoA utilizzato nel metabolismo del propionato, derivante da un acido grasso a catena corta

La vitamina B12 è legata alle proteine ​​negli alimenti e deve essere rilasciata prima di essere assorbita. Il processo inizia in bocca quando il cibo è mescolato alla saliva dove si combina con l’aptocorrina, proteina detta cobalofillina.

Nel duodeno, gli enzimi digestivi liberano la vitamina B12 dall’aptocorrina; la cobalamina liberata si combina con una proteina detta fattore intrinseco in modo che possa essere assorbita nell’intestino tenue

Alimenti

È contenuto in alimenti quali:

  • verdure a foglia verde come cavoli, lattuga, spinaci, rape e cavoli
  • frutta secca come fichi, uvetta, albicocche, prugne e datteri
  • frutti di mare come ostriche e cozze
  • prodotti caseari
  • fegato e rognone
  • riso
  • cioccolata
  • pesce

Autore

Condividi questo articolo

Se ti è stato utile, condividilo con chi potrebbe apprezzarlo.

XLinkedInWhatsAppTelegram